Il Consiglio Comunale come l’asilo Mariuccia

Ci risiamo! Il capoclasse dell’asilo Mariuccia ha picchiato nervosamente i piedi perché non tollera i dispetti e ha ordinato a tutti i suoi compagni di astenersi. “Così l’opposizione impara!”

Purtroppo per lui non tutti hanno chinato il capo, qualche mente pensante esiste anche sui banchi della maggioranza. Abbiamo finalmente registrato un segnale di vita in un gruppo che finora si era limitato a prendere ordini, a votare a comando. Qualcuno che, schiena dritta, ha detto basta. Il segnale è forte e ci consente di ben sperare. Un anno di sole chiacchiere, con tanta presunzione, vissuto nella convinzione che chi vince le elezioni ha diritto di fare il bello ed il cattivo tempo.

Ma amministrare significa ben altro. Vuol dire operare nel pubblico interesse, significa anche ascoltare chi sul territorio vive e partecipa e che attraverso interrogazioni e mozioni porta all’attenzione dell’assemblea le istanze di tanti cittadini. Bocciare tutto, solo perché è frutto dell’operato dell’opposizione, significa mal interpretare il proprio ruolo. Dichiarare che avresti votato a favore ma hai deciso di astenerti perché non tolleri le critiche, significa aver perso completamente la bussola. Noi, l’idea che questo sindaco fosse inadeguato, l’avevamo maturata già durante la campagna elettorale, e probabilmente anche chi lo ha proposto e sostenuto, convinto di perdere, lo ha pensato opportuno onde evitare di bruciare altre buone candidature. Invece ha vinto. Ma adesso si fa molta fatica a tenerlo in piedi. Ogni uscita è peggio di quella precedente.

Per fortuna abbiamo svoltato. Il diktat di stare allineati e coperti non funziona più. Il malessere è palese, l’insofferenza ha generato un segnale. Vediamo adesso chi altro avrà il coraggio di pensare con la propria testa. Il mandato ricevuto dai consiglieri, attraverso le preferenze espresse da cittadini, impone di tutelare gli interessi della città. La priorità non deve essere rappresentata del proferire uno sforzo disumano per sostenere sempre e comunque chi su quella poltrona fatica a stare.

La squadra di emergenza è schierata. Lo Sceriffo, nel suo ruolo di garanzia, si affanna a toglie la parola alle opposizioni nella speranza di evitare dibattiti che mettono puntualmente in difficoltà il sindaco. La Badante è tutta presa nell’organizzare incontri ed eventi protetti, vigilando da vicino, per evitare nuove cadute di stile del primo cittadino. Come non capirli, hanno finalmente ottenuto un lustro di stipendi garantiti, lotteranno fino all’estremo per mantenersi saldi sulla poltrona. La nostra speranza risiede nella truppa dei consiglieri di maggioranza, risorse poco coinvolte, per nulla delegate e assolutamente mal pagati, che qualche domanda iniziano a farsela. Il re è nudo.

Lega Legnano – Salvini Premier

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